Vreccale copertina

Il Vreccale: l’Armatura dei Cani da Guardiania

Curiosità

INDICE

L’Origine del Vreccale


Nel corso dei secoli, il legame tra uomo e cane ha evoluto una varietà di strumenti utili per migliorare la vita dell’animale e la sua capacità di svolgere compiti specifici.

Tra questi strumenti, uno dei più affascinanti e storici è senza dubbio il “vreccale”, un collare che ha avuto un ruolo fondamentale nella difesa dei cani da pastore e di guardia al gregge.


Ma cos’è il vreccale, da dove proviene e in che modo ha avuto così tanto valore nella protezione del cane?


In questo articolo, esploreremo le origini e le caratteristiche di questo particolare collare, soffermandoci anche sul suo utilizzo pratico come strumento di difesa per il cane e come deterrente contro molte aggressioni.

Un Antico Collare di Difesa


Il vreccale è un tipo di collare che veniva utilizzato principalmente per proteggere i cani da pastore o da guardia, specialmente nelle regioni montane o rurali, dove il rischio di attacchi da parte di animali selvatici o umani (di male intenzioni) era molto alto.

Le sue origini sono avvolte nella storia delle popolazioni pastorali che hanno utilizzato cani per proteggere il loro gregge.


Il termine “vreccale” ha radici nella tradizione rurale italiana, dove veniva usato in diversi contesti geografici (soprattutto nella regione dell’Abruzzo e della Maremma).

Questo collare era particolarmente diffuso tra i cani di razze robuste fisicamente e coraggiose (dotate dunque di tempra molto dura), come il Mastino Abruzzese o il Mastino del Gran Sasso.

Queste (ed altre “razze”) venivano impiegate per proteggere le greggi di pecore (o d’altra pastorizia), dalle aggressioni da parte di volpi, lupi, orsi ed altri predatori.


La funzione principale di questo collare era passiva e difensiva: proteggere il cane da eventuali aggressioni e, al contempo, offrire un deterrente per chiunque cercasse di avvicinarsi troppo.

Ma in che modo?

La Struttura del Vreccale:
Un Efficace Manufatto di Difesa


Questi non è un collare comune, ma un vero e proprio strumento di difesa.

Il termine “vreccale” si riferisce a un collare robusto e spesso, generalmente realizzato in pelle o materiale resistente, spesso arricchito con borchie, chiodi o altri rinforzi metallici che ne aumentano la resistenza, la capacità di protezione e la probabilità di offesa.

La sua struttura è pensata inoltre per distribuire la pressione in modo uniforme sul collo del cane, evitando danni alla sua salute anche durante le lunghe ore di lavoro.


E non era solo un accessorio funzionale, ma anche simbolico: era una delle rappresentazioni più tangibili del legame tra il cane ed il pastore, essendo ogni collare fatto su misura, tenendo conto delle esigenze specifiche e delle caratteristiche del lavoro da svolgere.


La sua caratteristica principale è la presenza di punte metalliche (seghettate ed appuntite) e di lamiere affilate (estremamente taglienti) che corrono lungo tutta la superficie del collare.

Queste punte non solo conferiscono al collare un aspetto minaccioso, ma svolgono una funzione molto importante: se un aggressore tenta di afferrare il cane dall’alto o un predatore prova a morderlo nell’area giugulare, il collare può infliggere lesioni gravissime, in modo totalmente passivo e non invasivo per il cane stesso.


Da al cane un chiaro vantaggio in una lotta.


In alcune varianti molto più antiche e affascinanti, venivano utilizzati materiali naturali come il corno o l’osso, lavorati in modo così sapiente, da risultare essere estremamente taglienti e robusti.

Funzionamento del Vreccale in Situazioni di Pericolo


Immagina di essere un cane guardiano impegnato nel pericoloso compito di proteggere il gregge dai predatori.

La minaccia potrebbe arrivare all’improvviso, sia da parte di animali affamati, sia da esseri umani con intenzioni poco chiare.


Quando un cane da pastore indossa un vreccale, non solo si trova in una posizione di maggior sicurezza (avendo protetti alcuni punti vitali), ma diventa anche più difficile per un aggressore avvicinarsi fisicamente senza correre dei rischi.

Come dicevamo, se un predatore (o un aggressore) tenta di mordere (o bloccare) il cane in quell’area, al minimo subirà importanti abrasioni.


Il vreccale svolge un ruolo di “autodifesa passiva”, in quanto non è necessario che il cane attacchi direttamente l’aggressore: basta che quest’ultimo entri in contatto diretto con il collare per subirne le conseguenze.


L’ingegno più grande di questo strumento risiede nel trarre profitto dalla forza e l’intensità fisica dell’aggressore stesso, convertendo un attacco subito passivamente in una lesione attiva ed efficace.

Un Collare Storico in Un Mondo Moderno


Oggi, l’uso del vreccale si è notevolmente ridotto, soprattutto nei paesi industrializzati, dove le tecniche di protezione e le leggi sulla difesa degli animali sono molto più evolute.


Sebbene il collare come oggetto fisico non sia più così comune, lo spirito del cane da guardia e le sue Doti Naturali nel difendersi restano spesso intatti.


In un’epoca moderna in cui la tecnologia ed il benessere animale sono in prima linea, il vreccale rimane comunque una testimonianza storica che ci insegna molto sulla componente strumentale e sul ruolo (e l’importanza) del cane, nella storia dell’essere umano.


Questi, seppur si erge come un ricordo del passato, è garante di lezioni che ancora oggi possiamo applicare alla nostra comprensione della cinognostica dei cani da lavoro pastorale.


– The UnderDogs

Lasciamo a disposizione un filmato della BBC Earth dove viene documentato nel dettaglio l’operatività di un cane da guardiania pastorale:

Esplora le categorie